LA POESIA

Descrizione
Il richiamo a Leopardi è ancora d'obbligo e val la pena sottolinearlo. La poetessa esprime il desiderio-bisogno di volare alto di realizzare una spiritualità intensa per poter meglio sopportare le ansie, le inquietudini, le sofferenze e per mantenere quasi uno stato di distacco. Ella si chiede con delicatezza se, per caso, il "pensiero dominante" non sia frutto del sospiro delle sue figlie morte troppo presto e senza poter nemmeno coltivare alcuna speranza. Un fatto appare certo e cioè che tale pensiero spinge l'autrice ad elevarsi a Dio, con pacata rassegnazione e con speranza fiduciosa e quando ella non sarà più il suo pensiero sopravviverà e sarà il Genio "che sorge e brilla,/e l'universo d'alma luce inonda".

 

IL PENSIERO DOMINANTE

Quando pesante oltre ogni dir la vita
sento, e la speme inaridita in core,
e lontana dal mondo esser fuggita
nell'estasi vorrei d'un gran dolore:
poi che ancora il dolor ha le sue sante,
le sue sublimi e care estasi, ignote
alla schiera del vulgo, alla festante
schiera per gioie invereconde e vuote...
Oh! allor donde ne viene, almo, invocato
pensier che regni nella conscia mente?
Perché tosto sentirti allor mi è dato,
e cresce in me novo vigor repente?
Sei tu dei figli miei, spenti sull'alba
delle speranze e del mattin primiero,
della mia Gilda, della mia Rosalba
sei tu forse il sospiro, o mio pensiero?
O sorgi tu dalla materna tomba
sacra e ignorata nel mio suol natio?
E in me ridesti, quando il duol mi piomba
forte sul core, la fiducia in Dio?
O sei del sacro e benedetto stuolo
dei Grandi d'ogni età, d'ogni paese,
l'invitto spiro, che librossi a volo
per lo spazio infinito e in me discese?
Oh! chinque tu sii, pensier soave,
certo in me sei possente, impareggiato,
poiché teco congiunto il duol più grave
men lugubre si rende e meno ingrato.
Oh! chiunque tu sii, spirami in seno
la voluttà dei tuoi desiri ascosi:
e ch'io ti senta sussurrarmi almeno
quelle dolcezze, che in te solo io posi!
E ch'io teco non curi ed auro e fasto,
e tutto che le fatue anime alletta:
e sdegni altera d'un mondo nefasto
la fioca luce; e dove il cor mi detta
ivi sorvoli con la mia canzona
generosa di gloria ispiratrice,
e m'ascoltin gli eletti in ogni zona
dell'alma terra che mi fu nutrice.
E palpitando di sublime affetto,
desiando la pace, il bello, il vero,
tu il soffio animator d'ogni mio detto,
io sarò la tua musa, o mio pensiero.
O mio pensiero! E tu sarai scintilla
quand'io fredda sarò polve infeconda...
Il Genio tu sarai, che sorge e brilla,
e l'universo d'alma luce inonda!

Copyright © 2005 - Regione Basilicata - Tutti i diritti riservati.    crediti