
LAURA BATTISTA
LA POESIA
Descrizione
Il richiamo a Leopardi è ancora d'obbligo e val la pena sottolinearlo. La poetessa esprime il desiderio-bisogno di volare alto di realizzare una spiritualità intensa per poter meglio sopportare le ansie, le inquietudini, le sofferenze e per mantenere quasi uno stato di distacco. Ella si chiede con delicatezza se, per caso, il "pensiero dominante" non sia frutto del sospiro delle sue figlie morte troppo presto e senza poter nemmeno coltivare alcuna speranza. Un fatto appare certo e cioè che tale pensiero spinge l'autrice ad elevarsi a Dio, con pacata rassegnazione e con speranza fiduciosa e quando ella non sarà più il suo pensiero sopravviverà e sarà il Genio "che sorge e brilla,/e l'universo d'alma luce inonda".
IL PENSIERO DOMINANTE
Quando pesante oltre ogni dir la vita sento, e la speme inaridita in core, e lontana dal mondo esser fuggita nell'estasi vorrei d'un gran dolore: poi che ancora il dolor ha le sue sante, le sue sublimi e care estasi, ignote alla schiera del vulgo, alla festante schiera per gioie invereconde e vuote... Oh! allor donde ne viene, almo, invocato pensier che regni nella conscia mente? Perché tosto sentirti allor mi è dato, e cresce in me novo vigor repente? Sei tu dei figli miei, spenti sull'alba delle speranze e del mattin primiero, della mia Gilda, della mia Rosalba sei tu forse il sospiro, o mio pensiero? O sorgi tu dalla materna tomba sacra e ignorata nel mio suol natio? E in me ridesti, quando il duol mi piomba forte sul core, la fiducia in Dio? O sei del sacro e benedetto stuolo dei Grandi d'ogni età, d'ogni paese, l'invitto spiro, che librossi a volo per lo spazio infinito e in me discese? Oh! chinque tu sii, pensier soave, certo in me sei possente, impareggiato, poiché teco congiunto il duol più grave men lugubre si rende e meno ingrato. Oh! chiunque tu sii, spirami in seno la voluttà dei tuoi desiri ascosi: e ch'io ti senta sussurrarmi almeno quelle dolcezze, che in te solo io posi! E ch'io teco non curi ed auro e fasto, e tutto che le fatue anime alletta: e sdegni altera d'un mondo nefasto la fioca luce; e dove il cor mi detta ivi sorvoli con la mia canzona generosa di gloria ispiratrice, e m'ascoltin gli eletti in ogni zona dell'alma terra che mi fu nutrice. E palpitando di sublime affetto, desiando la pace, il bello, il vero, tu il soffio animator d'ogni mio detto, io sarò la tua musa, o mio pensiero. O mio pensiero! E tu sarai scintilla quand'io fredda sarò polve infeconda... Il Genio tu sarai, che sorge e brilla, e l'universo d'alma luce inonda!
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