LA POESIA

Descrizione
Non è la sola poesia dedicata all'eroe dei due Mondi. Qui l'autrice ricorda l'audacia dell'uomo, la forza e il coraggio indomito nel combattere per il riscatto dell'Italia, ma soprattutto ricorda l'episodio doloroso dello scontro tra i garibaldini e l'esercito piemontese e la ferita dell'eroe invincibile.
La notizia arriva fin tra gli sperduti monti natali della poetessa attraverso la "corda elettrica" e getta l'autrice nello sconforto e nella sorpresa, quasi un annunzio di morte. E la sua preghiera non può essere che la sconfitta di tutti i nemici d'Italia e il trionfo del suo eroe in Campidoglio.

 

LETTERA AL GENERALE GIUSEPPE GARIBALDI

Onorato il tuo nome, o Garibaldi,
tutti i popoli illustri incatenati
da lo stranier...
...
E tu pugnasti come
cento leoni pugnano, pel sacro
de l'Italia riscatto: e non sapevi
ch'era fato di lei languir nei ceppi
de gli oppressori, o a' propri figli farsi
giustiziera!
...
E mi sovvien di quell'orribil ora
che l'elettrica corda a' miei natali
monti recava la novella iniqua:
-Garibaldi è ferito! Oh! come fiero
quell'annunzio di morte al cor piombommi;
e quanta gente maledissi... Allora
io dissi a Dio: "Dammi o Signor, ch'io possa
tosto veder con esultanza tutti
i nemici d'Italia al suo giacenti,
e di Nizza il leon sul Campidoglio!

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